Colline del Prosecco. Zona Unesco. Siamo in Comune di Refrontolo (TV) alla metà del mese di dicembre 2024.
Nella casa di una cittadina, una mamma, che abita accanto ad un bosco, il silenzio del mattino viene bruscamente interrotto da un rumore metallico e assordante, un suono ormai fin troppo familiare per i cittadini del nostro territorio: escavatori al lavoro.
Lo stridore del ferro, il rombo sordo dei motori degli escavatori irrompe all'improvviso nella vita delle persone stroncando la tranquillità di un mattino a simboleggiare l'aggressione ai ritmi naturali della campagna e alla serenità delle persone che lo abitano.
Sconvolta dalla improvvisa irruzione del "nuovo modello di sviluppo agricolo" nella sua vita, decide di inviare al Comitato Marcia Stop Pesticidi, alcune foto che documentano il disboscamento in corso.
Eccoci così difronte all'ennesimo assalto della monocoltura al nostro territorio: il bosco viene abbattuto, il terreno viene sbancato senza pietà per far spazio a un nuovo vigneto. La distruzione del territorio va avanti senza tregua, senza ripensamenti senza soluzione in un territorio che sembra ormai privo di voce.
Sono sempre di più le famiglie che si trovano di fronte a questo dilemma: continuare a stare qua, a vivere in un ambiente che mette a rischio la loro salute e quella dei propri figli, o abbandonare la loro casa, mettendola in vendita spesso al di sotto del suo valore, per cercare altrove un'esistenza più sicura.
La monocoltura, ormai dominante è percepita come una minaccia alla qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo, un rischio per la salute e la sicurezza delle persone.
Il futuro di quella che è stata pomposamente definita la Zona Unesco del Prosecco è segnato da una continua avanzata della monocoltura che cancella la biodiversità e il vecchio modello di campagna cantato da Andrea Zanzotto. Dai campi di sterminio allo sterminio dei campi.
L' espansione della monocoltura non è più solo una questione agricola, ma una vera e propria sfida alla sostenibilità ambientale e sociale nel nome del dominio del profitto che dobbiamo affrontare sia sul piano culturale che su quello politico.
BASTA VIGNETI! STOP PESTICIDI!









