Di seguito l'abstarct di un importante ricerca pubblicata su nature communications che dimostra come l'esposizione a insetticidi, fungicidi ed erbicidi può influire sugli organismi denominati "non bersaglio", cioè le specie animali e vegetali, terresti o acquatiche, che possono subire - in modo diretto o indiretto - qualsiasi forma di condizionamento a seguito della distribuzione di pesticidi che ne alterano la sopravvivenza, la crescita, la riproduzione e il comportamento.
Abstract
I pesticidi colpiscono una vasta gamma di specie non bersaglio e possono essere correlati alla perdita di biodiversità globale. L'entità di questo rischio è tuttora solo parzialmente conosciuta. La ricerca presenta una sintesi degli impatti dei pesticidi - insetticidi, erbicidi e fungicidi - su molteplici organismi non bersaglio tra i vari livelli trofici, sulla base di 20.212 dati, elaborati da 1.705 studi. Su piante non bersaglio, su animali (invertebrati e vertebrati) e su microrganismi (batteri e funghi), sono state rilevate risposte negative in relazione alla crescita, alla riproduzione, al comportamento e ad altri biomarcatori fisiologici presenti nei sistemi terrestri e acquatici.
I pesticidi formulati per taxa [raggruppamenti] specifici hanno manifestato effetti negativi su gruppi non bersaglio, ad esempio: gli insetticidi neonicotinoidi colpiscono gli anfibi. Gli effetti negativi sono stati più evidenti nelle regioni temperate rispetto a quelle tropicali, ma sono stati coerenti tra ambienti acquatici e terrestri.
I risultati mettono in discussione la sostenibilità dell'attuale utilizzo dei pesticidi e sostengono la necessità di valutazioni più approfondite del pericolo, per ridurre i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi.
Fonte: www.nature.com -13.02.2025




