In occasione della Giornata mondiale della salute del 7 aprile si terrà - sabato 5 aprile 2025 a Parigi - la marcia contro i pesticidi "Printemps Bruyant" [primavera rumorosa] per chiedere la messa al bando dei pesticidi. La marcia partirà alle 14 dal Muséum National d'Histoire Naturelle e terminerà davanti al Ministero della Salute. Sarà un'azione festosa e familiare, aperta a tutti, con molti scienziati, compresi i medici, alla testa del corteo.
Ci uniamo all'appello assieme alle numerose organizzazioni internazionali che aderiscono alla marcia di Parigi di sabato 5 aprile per chiedere la messa al bando dei pesticidi.
L'obiettivo principale di questo appello, sostenuto da Extinction Rebellion e Scientifiques en Rebellion, è di denunciare le battute d'arresto dei decisori politici, che stanno consentendo l'uso massiccio dei pesticidi.
CONTRO I PESTICIDI CHE UCCIDONO GLI ESSERI VIVENTI
La lotta contro i pesticidi e i loro dannosi effetti sulla biodiversità e sulla salute riguardano tutti noi. Eppure, oltre ad avere un mortifero modello agricolo, stiamo affrontando degli attacchi politici senza precedenti, con passi indietro su questioni ambientali e di salute pubblica. Non è il momento di arrendersi.
Extinction Rebellion e Scientifiques en Rebellion, insieme ad altri gruppi, chiedono un’agricoltura senza pesticidi rispettosa del vivente. Lottiamo contro l'uso di agrotossici, che sono massicciamente utilizzati dall'agroindustria. Un mercato redditizio e coloniale che ha un impatto diretto sulla salute umana, sull'ambiente e sulla sostenibilità dei nostri modelli agricoli. Dobbiamo cambiare regime.
La distruzione della biodiversità
Stanno aumentando le prove scientifiche: il crollo della biodiversità è causato dall’agricoltura industriale. Tutto questo crea paesaggi sempre più semplificati dall'agricoltura cerealicola e intensiva, con coltivazioni sempre più estese, con la scomparsa delle siepi, dei boschetti, delle zone umide, con la coltivazione di un numero sempre più limitato di specie orticole. Per le specie coltivate, la selezione si è concentrata sull'aumento della resa accompagnata dall'uso di fertilizzanti, i cui eccessi inquinano le acque sotterranee, contribuiscono alla proliferazione di alghe verdi, all'eutrofizzazione delle acque costiere che generano potenti gas serra. Le varietà commercializzate sono geneticamente omogenee e molto simili tra loro, creano paesaggi uniformi e sono vulnerabili ai bioaggressori e alle variazioni climatiche. Questo porta inevitabilmente all'uso massiccio di pesticidi.
Secondo un rapporto di IFREMER e INRAE, i pesticidi contaminano tutti gli ambienti, dai poli del globo agli oceani, con conseguenze per tutte le catene alimentari. Gli studi evidenziano il crollo del 75% delle popolazioni di insetti, e il 50% di alcune popolazioni di uccelli, avvenuti in Europa negli ultimi 30 anni in aree naturali protette. Nelle monocolture intensive stiamo assistendo a un collasso quasi completo della vita.
L'effetto più emblematico e critico dell'uso di pesticidi è il pericolo di estinzione di insetti impollinatori come le api, che è difficile da misurare. Dopo 120 milioni di anni di paziente co-evoluzione tra insetti impollinatori e piante da fiore, il 90% delle specie vegetali, tra cui molte di quelle che ci nutrono, sono sul punto di scomparire.
I rischi per la salute
Le conseguenze dell'uso dei pesticidi sono catastrofiche per la salute umana. I pesticidi hanno effetti neurotossici, sono cancerogeni e interferenti endocrini, secondo l’INSERM. La salute delle persone che vivono nelle zone rurali è particolarmente a rischio, soprattutto quella dei lavoratori agricoli, dei contadini, ma anche di coloro che vivono vicino alle colture e anche quella dei consumatori. I lavoratori agricoli, nel settore delle banane in Guadalupa e Martinica, sono colpiti da tumori alla prostata a causa dell'esposizione al cloridone, e oltre il 90% della popolazione adulta in Guadalupa e Martinica è contaminata da Chlordecone. Gli agricoltori delle regioni viticole si ammalano di cancro all'età di 50 anni. Leucemie infantili sono state rilevate negli adolescenti della Charente-Maritime. Questi sono solo alcuni degli esempi più conosciuti.
Ma queste sostanze chimiche ci stanno contaminando tutti: gli studi dimostrano la presenza di residui di pesticidi in metà della frutta e in un quarto degli ortaggi coltivati in Fancia con prodotti chimici convenzionali. I benefici del cibo biologico - senza pesticidi chimici - sono dimostrati dal fatto che le persone che mangiano soprattutto alimenti coltivati biologicamente hanno il rischio di cancro ridotto del 25%.
Il colonialismo chimico
Mentre l'Unione Europea vieta il consumo sul suo territorio di molecole agrotossiche considerate troppo pericolose per la salute umana e l'ambiente, le aziende europee sono però autorizzate a fabbricarle ed esportarle nel resto del mondo, in particolare nel Sud del mondo. L’Unione Europea è la principale regione mondiale produttrice ed esportatrice di pesticidi, e circa il 15% dell’uso annuale mondiale di pesticidi vietati nell’UE proviene dalla stessa UE. È un mercato redditizio: raggruppati nell'associazione commerciale “Croplife International”, i cinque maggiori produttori di pesticidi dominano i due terzi del mercato mondiale e fanno miliardi di fatturato. A questo doppio standard, profondamente ingiusto e scioccante - un vero colonialismo chimico - si aggiunge un effetto boomerang, dal momento che queste sostanze chimiche molto tossiche ritornano in Europa, nei nostri supermercati, attraverso l'importazione di frutta, verdura e spezie trattate con pesticidi. Le lobby dei pesticidi giustificano queste attività sostenendo che questo è l’unico modo per nutrire l’umanità, ignorando il fatto che creano un modello agricolo chimico-dipendente, con numerosi e documentati impatti negativi sui lavoratori e sull'ambiente. Le vittime continuano a chiedere giustizia e risarcimenti per l’uso di questi pericolosi pesticidi nelle Indie Occidentali francesi: un vero e proprio scandalo sanitario e coloniale.
I colpevoli
Nel 2024, il leader mondiale di produzione delle sementi ibride F1 era la BASF, seguita da Bayer, Corteva e Syngenta. Sono gli stessi giganti dell’industria chimica e dell’industria bellica, che con una mano vendono i semi che devono nutrire l’umanità, e con l’altra vendono i prodotti che avvelenano la terra, il vivente, e l’essere umano. Per non parlare dei farmaci antitumorali: il ciclo è completo.
Le soluzioni esistono
Contrariamente a quanto vogliono farci credere, le alternative esistono. Sosteniamo l’agricoltura biologica e la sovranità alimentare, come «il diritto dei popoli a un cibo sano e culturalmente appropriato, prodotto con metodi ecologicamente sani e sostenibili, e con il diritto di definire i nostri sistemi alimentari e agricoli» (Via Campesina). Lungi di essere una pura fantasia, come cercano di farci credere i sostenitori del modello agro-industriale, le alternative sono già messe in atto in tutto il mondo, e sono basate sui principi di giustizia, cooperazione e solidarietà transnazionale.
Ma questo richiede un cambio di paradigma e quindi di una volontà politica. A tal fine, sono necessarie misure di sostegno per gli agricoltori che devono fare a meno dell'uso dei pesticidi nelle loro aziende agricole e supportare i costi della transizione. È necessario ripensare drasticamente la politica agricola comune europea (PAC), in modo che garantisca cibo sufficiente e di qualità per tutti, un reddito dignitoso ed un giusto tenore di vita, nonché prezzi equi per gli agricoltori europei e del resto del mondo. Richiede anche la cessazione dei negoziati sugli accordi di libero scambio, in cui il cibo agricolo, piuttosto che un diritto, è un prodotto che deve essere competitivo e un'arma delle guerre commerciali. Infine, questo richiede che l'UE fermi l'esportazione di pesticidi pericolosi, vietati sul suo territorio, nel resto del mondo.
Lo Stato deve affrontare le proprie responsabilità
Di fronte alla sesta estinzione di massa, i nostri decisori ·non sono chiaramente all’altezza del compito. Nel giugno 2023, la Francia fu condannata dal tribunale amministrativo di Parigi per il mancato intervento al "collasso del vivente". I tribunali hanno ordinato alla Francia di ridurre il consumo di pesticidi in conformità con i suoi obblighi nazionali ed europei che si era imposta. Invece di rispettare il verdetto, con l'udienza d'appello fissata per la prima metà del 2025, i nostri leader scelgono di andare dritti contro il muro, votando la reintroduzione dei neonicotinoidi, sacrificando gli standard ambientali di protezione fissati dalla legge sulla politica agricola. I tumori e le malattie croniche e autoimmuni si stanno abbattendo su di noi e sui nostri figli, ma il governo non reagisce.
Le nostre richieste
Chiediamo lo Stop all'uso dei pesticidi in Francia, in Europa e nel resto del mondo.
Chiediamo un sostegno agli agricoltori, per consentire loro di smettere di usare i pesticidi di sintesi, basandosi sui metodi agronomici che già esistono nell'agricoltura biologica.
Chiediamo una conferenza di cittadini per preparare una legge agricola che nutra senza distruggere, conciliando la produzione, un reddito dignitoso, la salute e il rispetto dell'ambiente: oggi e in futuro.

Traduzione a cura del Comitato Marcia Stop Pesticidi
Fonte: Extinction Rebellion France 25.02.2025



