Nel 2024, in Veneto gli ettari a vigneto sono diventati 103.504. Un incremento del 47% dal 2010, quando gli ettari erano 70.219. Nella provincia di Treviso si è passati dai 25.683 ettari del 2010 a 44.788 ettari del 2024, con un incremento del 74%.



I numeri


Il 10 gennaio di quest'anno si è tenuto a Legnaro (PD) il Terzo incontro del Trittico Vitivinicolo 2024, dove sono stati presentati dati e andamento del settore vitivinicolo (vedi la tabella qui sotto). I numeri fanno impressione se confrontati con quanti erano nel 2010 (dati ISTAT).  Praticamente, in poco meno di 15 anni c'è stato un incremento del 47%. Ancora più impressionante quanto sta accadendo nella provincia di Treviso, dove si è passati dai 25.683 ettari del 2010, ai 44.788 ettari del 2024, con un incremento del 74% !




Però, il dato peggiore è questo: se aumentano  la superfici di vigneti aumenta anche la quantità di pesticidi che vi vengono irrorati. Dai Rapporti che l'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) pubblica annualmente, rileviamo che nella sola provincia di Treviso, nel 2023 sono stati venduti 4.749.309 kg di pesticidi (vedi la tabella qui sotto), mentre erano 3.266.876, i kg venduti nel 2012. In poco più di 10 anni, c'è stato un incremento del 45%, con una media attuale di 5,40 kg di pesticidi per abitante.



 Grafico: Commercializzazione di prodotti fitosanitari nelle province del Veneto, periodo 2014-2023; Fonte: ARPAV Rapporto anno 2023

Quantità impressionanti di pesticidi che si abbattono non solo su di noi, ma anche sulla biodiversità sempre più in crisi davanti all’avanzata dell’agricoltura  industriale che ha creato paesaggi caratterizzati da monocolture sempre più estese, con l'eliminazione di siepi, boschetti e zone umide. Nelle monocolture intensive stiamo assistendo a un progressivo collasso della biodiversità. La LIPU pubblica drammatici dati sul declino degli uccelli: “Meno 36% nel complesso degli ambienti agricoli in Italia, addirittura meno 50% in Pianura Padana",e il WWF, in un suo recentissimo appello, ci comunica che negli ultimi 30 anni abbiamo perso il 75% della biomassa di insetti impollinatori in Europa.

La politica


Di fronte a questa situazione i nostri governanti continuano a promuovere il mortifero modello produttivo agricolo basato sulla monocoltura, attraverso contributi a pioggia, deroghe sull'uso di pesticidi, e incessanti campagne di marketing. La pubblicità del prosecco è ovunque.  Ecco un esempio a noi vicino: poco più di cinque anni fa, il 4 gennaio 2019, Luca Zaia, presidente della regione Veneto, stupì molti quando dichiarò al Gazzettino che «I vigneti di Prosecco che già ci sono, bastano e avanzano». Come mai Zaia rilasciò quella dichiarazione? Si era reso conto che l'espansione di vigneti aveva raggiunto un suo limite e che bisognava fermarsi? La risposta alla domanda arrivò sei mesi dopo, il 7 luglio, da Baku (Azerbaigian), quando  il Sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” fu iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Zaia aveva raggiunto l’obiettivo politico anche grazie alla dichiarazione rilasciata al Gazzettino che evidentemente doveva servire allo scopo di mostrare una sensibilità politica verso i problemi ambientali. Da allora, l’espansione dei vigneti, come evidenziano i dati sopra riportati, non si è mai fermata. Una ulteriore conferma della connivenza tra agroindustria e Regione è arrivata con l'intervento del Governatore Zaia alla Fiera di San Fior (TV) a inizio febbraio di quest’anno quando ha annunciato il via libera, in soli due anni, ad altri 6.000 ettari di vitigni Prosecco Doc.
Per questo diciamo BASTA VIGNETI BASTA VELENI !