L'edizione 2025 del dossier “Stop pesticidi nel piatto” di Legambiente, realizzato con il sostegno di AssoBio e Consorzio Il Biologico, aggiorna la ricerca sulla presenza di residui di pesticidi negli alimenti, mostrando un quadro ancora contraddittorio e lontano dalle promesse di un’agricoltura finalmente sicura e sostenibile. Il dossier è frutto dell'analisi di 4.682 campioni tra frutta, ortaggi, cereali, prodotti trasformati e alimenti di origine animale, provenienti dall’agricoltura convenzionale e biologica.
Se da un lato oltre la metà dei campioni di cibi da agricoltura convenzionale risulta priva di residui (50,94%, dato però in flessione rispetto all’anno precedente in cui i campioni privi di residui erano il 57,32%), dall’altro quasi il 48% contiene tracce di uno o più pesticidi. Il 17,33% presenta un solo residuo, mentre nel 30,26% si registra la presenza simultanea di più molecole, un dato in evidente peggioramento con un incremento del 14,93% rispetto all’anno precedente. Una criticità tutt’altro che marginale, considerando che l’“effetto cocktail” continua a sfuggire al perimetro della normativa europea sull’utilizzo dei pesticidi: le autorizzazioni restano calcolate sostanza per sostanza, come se l’esposizione reale non fosse quasi sempre combinata.